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ALESSANDRIA DELLA ROCCA
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Alessandrini ...... Sciannirisi !!!..... di tutto il mondo non dimenticatevi del nostro paese e delle vostre origini ,cercheremo sempre di farvi sentire a casa vostra!

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SUOR FRANCESCA MARIA FURIA


Pochi mesi fa la ricorrenza del 360° anniversario dalla nascita di suor Francesca Maria Furia, che gli alessandrini conoscono come la Beata Furia, per i fatti prodigiosi a lei attribuiti.

 

La storia della sua vita, che qui riporto, è stata "cavata" da un breve compendio scritto da D. Michele Angelo Chiaramonte, suo Confessore tratto dal "Sagro Diario Dominicano" del 1677 di Marchese Domenico Maria.

Nel Diario il 25 SEITEMBRE 1670 è dedicato alla "Vita della Sposa di Cristo" SUOR FRANCESCA MARIA FURIA, Vergine del Terzo Ordine di S. Domenico.

… "Nacque in una Villa del Vescovado di Girgento, detta Alessandria, nella Val di Mazzara in Sicilia, alli 10 di MARZO l'anno 1639, che fii il secondo giorno di Quadragesima; chiamossi suo padre DOMENICO FURIA e la madre MARGARITA DI GIRLANDO di onesta, e più che mediana condizione, e parve che il suo nascimento apportasse nuova luce e allegrezza al mondo, poiché havendo piovuto di continuo due mesi prima, ch'ella nascesse, nell’istesso punto nacque cessò la pioggia, e più che sereno, e lucido apparve il Cielo.

Confessava anche la Madre di non aver inteso in quella gravidanza il peso, e affanno, che aveva inteso altre volte, e il parto fù si felice che quasi senza accorgersene, e chiamar levatrice, quasi nello spuntar, che fece al mondo, volesse cominciare quell'affannosa penitenza, che proseguì poi per tutto il corso della sua vita, e acciò conoscesse ognuno quanto grato li sarebbe stato il patire, ella nel nascere non pianse, secondo il solito, ma ad imitatione della sua Madre e Maestra S. Rosa, rise gioiosa.

Portata al Sacro fonte, li fù di FILIPPA posto il nome, ne molto tempo doppo li fù dalla Madre ritrovata tra le fasce, e la carne una cartolina, dove era impresso il Santissimo nome di Giesù, ne potendosi mai haver notitia per più diligenze che li facessero, di chi ve l'havesse posta, ritenne per certo che fusse stata cosa del Cielo, che sin d'all'hora con quel suo sagro nome per sua Sposa contrassegnar la voleva.

Fatta adulta li convenne più volte combatter con i suoi Parenti per conservare la promessa di sponsalizio data al suo Celeste Sposo, e Signore, perché questi voleva casaria, ma con aiuto promesso, e somministratogli dalla gran Regina del Cielo, ne rimase vittoriosa, e ottenne alla fme di vestire, e professare l'habito del Terzo Ordine di S. Domenico, mutandosi allora il nome di FILIPPA in quello dì SUOR FRANCESCA MARIA FURIA.

La corona di spine le fu dallo Sposo comunicata alli 15 di Novembre dell'anno 1669, con intensissimo dolore, li durò fino alla morte, e per fine li venerdì di Marzo di ogni anno provò nella sua bocca l'amarezza del fiele, con che nella Croce fu abbeverato il suo Bene. Non era per anhe alla metà del 30 anno della sua età, quando il signore la chiamò per coronarla alla Patria; volse però il Signore prevenirla con quello felicissimo avviso.

Alli 25 Settembre del detto anno 1670 essendo in età di 30 anni ancor non finiti, il Signore la onorò secondo quanto riferisce il suo Confessore con miracoli in vita, e dopo la morte".

Subito dopo la sua morte in Alessandria si diffuse il culto per la Ven. Francesca Maria Furia. Di lei si narrano varie vicende. Si narra, come è stato testimoniato dal suo confessore, che spesso le appariva Santa Rosa da Lima o la Peruana. Ad Alessandria il culto per la santa in quegli anni era molto sentito; nella chiesa del Carmine, un altare ad essa dedicato, conserva ancora una statua secentesca che raffigura 5. Rosa avvolta in un manto riccamente decorato con motivazioni floreali e dai colori tenui. Tra le varie vicende, si dice che lei la mattina presto, nel mese di maggio, si recasse al Santuario. Siamo intorno alla metà dei Seicento è già era molto fervido il culto per la Vergine della Rocca, la cui effigie era stata prodigiosamente trovata presso la Rocca 'N Cravaccata solo qualche decennio prima.

Si racconta che lei, la mattina presto, impastava il pane e "lu mittia a lu lettu" per farlo lievitare; dopo di che si recava al Santuario. I vicini sì accorgevano che durante la sua assenza, "qualcuno" continuava a Xamiari il forno e che al ritorno la stessa trovava il pane sfornato. Tra gli altri eventi che la tradizione popolare racconta e ci tramanda si narra che un arciprete, passando la sera davanti la Cappella del S. Rosario, dove è sepolta, sentisse sempre tirarsi la tunica. Altre volte, invece sentisse un soave e fragrante profumo di rosa.       A lei sono stati attribuiti vari miracoli, in vita e dopo la sua morte, tant'è che il culto per la Venerabile suor Francesca era molto sentito in Alessandria.  Nella Cappella del santo Rosario, in chiesa Madre, una piccola lapide con la scritta Hih sororis Margharita Furia ossa iacent, racchiude le sue spoglie. Mentre un quadro raffigurante la stessa si trova all'Hotel S. Domenico in Taormina (ex Convento Domenicano).